capelli


Francesco Paolo
Capelli

Cari Soci

Ritengo di candidarmi alla Presidenza del Moto Club Polizia di Stato con l’intento di consolidarne le radici ed i valori tra i nostri soci e tra tutti quelli che vorranno aderirvi, nello spirito che unisce i già tanti portacolori della nostra bandiera e per amplificare la sua immagine nella nostra Nazione e, perché no, anche al di fuori.
Sono stato per lungo tempo poliziotto, nell’animo lo sono ancora e lo sarò per sempre e sono stato responsabile di prestigiosi Uffici della Polizia di Stato; oggi sarei onorato di svolgere un altrettanto importante incarico, facendomi portavoce e coordinatore del nostro variegato mondo di motociclisti con tutto il suo intento ludico e di intrattenimento che però non trascura quello sociale e di aiuto a chi più ne ha bisogno.
Negli anni ho osservato in disparte le dinamiche del mondo dei diversi moto club, che mi hanno aiutato a rafforzare l’idea che per essere i migliori occorrono dedizione e regole ma anche quella sregolata follia e quell’insensata voglia di rimanere giovani, pur coscienti che in quel momento si sta rappresentando il Moto Club ufficiale della Polizia di Stato.
Per questo e seguendo le seguenti linee guida generali, qualora lo riteneste condivisibile, riterrei che la Presidenza debba farsi servente nei confronti delle Delegazioni provinciali, rafforzandole e promuovendone l’attività su tutto il territorio; riterrei che si debbano prevedere chiare articolazioni interne ad ogni Delegazione, capaci di gestire ordinatamente le numerose e talvolta spinose questioni organizzative; riterrei sia necessario creare un codice di condotta chiaro, univoco e condiviso da tutti perché chiunque appartenente a questo meraviglioso Gruppo motociclistico, anche se non è mai stato poliziotto, si senta responsabile del segno distintivo che indossa e del riverbero sulla collettività che ogni suo gesto posto in essere può avere nei confronti dell’intero Gruppo; per la tranquillità di tutti, riterrei che sia importante avere una tracciatura del denaro che circola nelle casse di ogni Organo che costituisce l’Associazione; riterrei, infine, di incentivare la compartecipazione di tutti i soci nella creazione, gestione o semplice adesione alle iniziative di ogni singola Delegazione nella consapevolezza che l’unione ci rende molto più forti di quanto non lo siamo da singoli e di quanto non siamo mai stati fino ad ora.
Mi rendo conto, peraltro, che l’iniziale imposizione del Ministero di affiliare il Gruppo Motociclistico alla Federazione Italiana Moto (FMI) sia ormai anacronistica, importi una serie di condizioni e pesanti restrizioni ma, soprattutto, non sia più in linea con i numeri effettivi di quanti seguono il Moto Club della Polizia di Stato in quanto POLIZIA DI STATO, e non in quanto affiliato alla FMI, e ritengo, soprattutto che rispetto all’attuale statuto, che non ne prevede alcuna interazione con la realtà che li ospita, tutti questi motociclisti, questi amici, questi collaboratori nell’organizzazione di eventi, di viaggi, e compagni di passeggiate del fine settimana, debbano avere la dignità di un voto per poter esprimere il loro parere nelle questioni importanti della vita dell’intero Moto Club.
Dunque vedo necessario, allo stato attuale, rivedere lo Statuto generale di Club proponendo una serie di modifiche che lo traghettino nel contesto storico che stiamo vivendo oggi, fatto di persone e non di meri numeri da inserire in una statistica relativa ad un evento soggiacente a regole di altri.
Secondo la mia ottica, per ottenere questi risultati sarà necessario procedere a:

  • Prevedere una Presidenza Nazionale composta da un Presidente (esclusivamente appartenente alla Polizia di Stato in servizio o in quiescenza) nominato per elezione diretta dei soci da effettuarsi comodamente dal computer di casa, da un Vice Presidente e da un Tesoriere; ipotizzo che spetti al Presidente nominare il suo Staff così come ritengo che debba essere il Delegato Provinciale (anch’esso esclusivamente appartenente alla Polizia di Stato in servizio o in quiescenza), nominato a sua volta dalla Presidenza, a fare altrettanto per la realtà locale che coordina strutturando la Delegazione analogamente alla Presidenza Nazionale.

  • Ritengo che le Delegazioni Provinciali, così strutturate, debbano avere almeno 5 iscritti per potersi definire tali e che debbano organizzare almeno 1 evento annuo per mantenere il titolo in parola; credo che, almeno per quell’evento, non escludendone altri eventuali, in quanto Club Ufficiale della Polizia di Stato, debba essere prevista la solidarietà al Piano Cronici Ufficiale della Polizia di Stato “Marco Valerio”, in coerenza con il senso di appartenenza (o vicinanza) alla Polizia di Stato che permea ogni socio di questo Gruppo Motociclistico.

  • Credo sia ormai tempo per avviare le procedure per svincolarsi dall’inutile ed infruttuosa affiliazione alla Federazione Italiana Moto conferendo a tutti gli iscritti l’unico ed indifferenziato status di SOCIO del Moto Club e con esso tutti i diritti e doveri che questo comporta.

  • Per garantire l’univoca ed agevole gestione di tutti gli eventi, ritengo sia importante che ogni Delegazione possa disporre (e gestire, se ne è in grado) una sua pagina Internet (derivata dalla principale del Club) nella quale sia possibile non solo pubblicizzare le proprie iniziative ma che interagisca con le piattaforme economiche consentendo il pagamento online degli iscritti ai propri eventi, così come sarà importante che ogni socio possa comodamente rinnovare la propria appartenenza al Gruppo mediante un pagamento online da casa della quota associativa annuale alla delegazione prescelta, con sicuro vantaggio in termini di tracciatura del denaro e redazione di statistiche.

  • Penso che la quota di iscrizione possa essere livellata per tutti i soci sulla somma di € 30 al fine di garantire, per ogni socio iscritto, € 20 a ciascuna Delegazione per i fini che si propone e € 10 al Nazionale per la copertura delle spese di gadget annuale, pagamento tasse e diritti vari, costi di mantenimento della PEC ed altro.

  • Penso che la funzione dei Capi Delegazione sia così importante da doverli automaticamente nominare Consiglieri del Gruppo Motociclistico in quanto portavoci delle distinte realtà locali che rappresentano e che le riunioni, tra di loro e con la Presidenza, possano essere effettuate con uno dei tanti sistemi di conferenza ormai disponibili, risparmiando un sacco di problematiche connesse agli spostamenti.

  • Ritengo inoltre che l’organizzazione del motoraduno nazionale annuale debba girare tra tutte le Delegazioni, aventi pari dignità e struttura, con la denominazione di RADUNO NAZIONALE DEL MOTO CLUB POLIZIA DI STATO – con eventuale denominazione aggiuntiva, prescelta all’occorrenza dalla Delegazione ospitante.

  • Credo, infine che a Giovanni Bianchi, per gli indiscussi meriti acquisiti per aver rifondato il Club debba essere conferita la carica di Presidente Onorario e Consigliere a vita mentre a ciascun Presidente successivo, a fine mandato, sia debba essere attribuita la carica di Presidente Emerito.


Se condividete con me queste questi intenti, queste iniziative, o vorrete propormene di altre che sarò pronto ad ascoltare, datemi la possibilità di porle in essere esprimendo la Vostra preferenza alla mia candidatura.
Un caro saluto a tutti,


Francesco Capelli